CTA FOR AFRICA
Progetto "CTA for Africa"
Cliccare sui file che seguono per visualizzarne i dettagli
Il Progetto
La locandina
Riconoscimento della Presidenza della Repubblica Italiana
Il Tour
Pianificazione Organizzativa
Card 5x1000
Conferenza Stampa di Presentazione in CAMPIDOGLIO
Inhassoro è una cittadina che si trova a sud del Mozambico. A livello sociale due drammi hanno segnato negli ultimi anni questa nazione: la rivoluzione del 1964 che ha prodotto morte e terrore per tanti anni, lasciando tracce di profonda angoscia nell 'animo di un popolo già provato dalla miseria, dalle malattie e dalla fame; l 'alluvione di due anni fa:. sono morte molte persone e intere popolazioni hanno perduto quel poco che avevano. In quella zona opera da anni la Missione S.Eusebio della diocesi di Vercelli. L 'impegno della parrocchia è quello di sviluppare le risorse umane restituendo, soprattutto a bambini e giovani, la dignità spesso calpestata dalla miseria e dall 'abbandono. In risposta alle richieste dei missionari le Acli hanno deciso di contribuire alla realizzazione di un centro di formazione professionale per giovani e di provvedere all 'avvio della attività formativa.
Gli indicatori di sviluppo indicano il Mozambico come uno dei paesi più poveri al mondo
- Il 39% della popolazione vive al di sotto del limite della povertà
- Il 30% della mortalità infantile è una delle più alta al mondo con 1.500 decessi su 100.000
- L’aspettativa di vita è di 42 anni
- Ogni giorno ci sono 700 nuovi casi di AIDS, ne è colpito il 14% della popolazione adulti
Sul versante dell’istruzione
- Il sistema educativo è stato praticamente interrotto da 30 anni di guerra civile
- La scuola è obbligatoria fino a 12 anni ma il 10% dei bambini in città e il 50% dei bambini in campagna non la frequentano, neppure saltuariamente
- La scuola secondaria (13-19 anni) è frequentata solo dal 2% dei ragazzi delle zone rurali
- Esiste una sola Università a Maputo alla quale sono iscritti 600 studenti in tutto
La missione
La parrocchia è suddivisa in zone che raggruppano le singole comunità di villaggio (1500-2000 fedeli). In ogni zona vi è una cappella per la celebrazione delle funzioni religiose 2004 ]
domenicali.
L 'asilo
L 'asilo (all 'interno della missione di Inhassoro) è attivo dal luglio del 2001, e attualmente accoglie 110 bambini in 4 classi.
In ogni classe è presente una insegnante più un tirocinante. Durante l 'intervallo viene distribuita ai bimbi una speciale merenda di farina arricchita da vitamine e sostanze nutritive.
I corsi di alfabetizzazione
Vengono svolti, con cadenza predefinita, speciali di alfabetizzazione per adulti presso le strutture della missione oppure nelle cappelle dei villaggi vicini.
Imparare lavorando In Mozambico vi è un enorme bisogno d 'educazione. Nelle aree meno sviluppate del paese meno di 4 bambini su 10 ricevono un 'istruzione di base; la percentuale di analfabeti fra la popolazione adulta, in alcune zone, raggiunge l '85%. Il paese, ogni anno, ha bisogno di 3000 insegnanti per riuscire a far fronte alle reali necessità educative. La costruzione degli edifici fatta dalla gente del luogo in "autocostruzione ". La costruzione del Centro "Estrela do Mar " è un 'opportunità per formare, per favorire socializzazione, per innescare, grazie alla retribuzione dei lavoratori/apprendisti, un piccolo circolo virtuoso a vantaggio dell 'economia locale. Il cantiere è diventato un laboratorio/scuola all 'aperto dove anche chi era totalmente a digiuno di edilizia ha avuto modo di imparare - lavorando.
Paese prioritario per la cooperazione italiana in particolare dopo la firma degli accordi di pace che nel 1992 hanno posto fine alla guerra civile. L’Italia, di concerto con le autorità locali, ha elaborato un vasto programma di cooperazione teso a ristabilire la stabilizzazione della società, profondamente provata dagli eventi bellici. Le prime azioni della cooperazione si sono orientate verso iniziative di recupero del tessuto produttivo e sociale, in particolare nelle aree dove era maggiore la presenza degli sfollati e dei rifugiati. Tra il 1993 e il 98 le erogazioni a dono hanno raggiunto la somma complessiva di 415 miliardi di lire, ai quali si devono aggiungere circa 400 miliardi derivanti dalla cancellazione del debito. Dopo il 1998, la cooperazione italiana ha mutato le direttrici della proprie attività, prima tese a superare la fase d’emergenza, per favorire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato del paese. Dal 1999 gli interventi si sono orientati verso il sostegno delle istituzioni governative, sia centrali che locali, al fine di aumentare le capacità di programmazione da parte autorità nazionali. In questo modo il Governo mozambicano ha proseguito le attività volte a raggiungere un più elevato livello di stabilità sociale ottenendo concreti risultati nella lotta all’inflazione e nel consolidamento del tasso di crescita dell’economia, anche se, nonostante il Pil pro capite fosse più che raddoppiato nel giro di cinque anni passando da 98 a 230 dollari USA, le condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione continuavano ad essere critiche.
Un sostegno è stato assicurato ai processi produttivi nel settore agricolo e al coinvolgimento del settore privato nella generazione d 'impiego e reddito. Un particolare sforzo è stato infine dedicato al settore sanitario, dove l’Italia ha acquisito il ruolo di donatore di riferimento nella Provincia di Sofala, una delle più popolose e gravemente colpite dal conflitto civile, assumendosi il compito di recuperare le infrastrutture e di facilitarne l’accesso a più ampie fasce di popolazione, allo scopo di valorizzare le capacità locali, riducendo la dipendenza dall’assistenza tecnica internazionale.
Strategie di intervento
Dal confronto con le priorità governative, gli obiettivi di sviluppo assunti in ambito int
ernazionale e le specificità delle politiche di cooperazine italiane sono identificate in diversi settori:
- produrre crescita economica e ridurre la povertà;
- promuovere il ruolo delle donne diminuendone l’esclusione e la povertà;
- migliorare l’efficienza delle istituzioni;
- agire a livello locale e nelle aree di maggior incidenza della povertà;
- facilitare l’accesso ai beni e servizi pubblici.
Tenendo conto delle priorità indicate dal governo del Mozambico, l’Italia intende concentrare la propria azione sulla lotta alla povertà, sullo sviluppo economico, con particolare attenzione alla creazione di un ambiente favorevole per l’attivo inserimento del settore privato nel processo di generazione del reddito e dell’impiego, e sul buon governo, inteso come creazione di capacità istituzionale ed appoggio del processo di decentralizzazione.
Lotta alla povertà
Le linee politico-programmatiche di lotta alla povertà definite dal governo del Mozambico prevedono azioni continuative e coordinate nei settori agricolo, dell’educazione, sanitario, dell’occupazione e dell’assistenza sociale.
Il settore dell’educazione è considerato tra i più importanti per il raggiungimento della diminuzione della povertà a medio termine. Un maggiore tasso di alfabetizzazione e di educazione di base può infatti fornire alle fasce più povere, sia rurali che urbane, gli strumenti necessari per migliorare la loro condizione.
Così anche il miglioramento del settore sanitario, quale componente legata al capitale umano, riducendo la morbilità, la mortalità e le sofferenze delle popolazioni, è un passo necessario per assicurare il potenziale produttivo degli aggregati familiari. Un’attenzione particolare verrà riservata alla lotta all’AIDS, nel quadro dello specifico programma nazionale.
Fondamentale nella riduzione della povertà appare inoltre il ruolo del settore agricolo. Il 62% della popolazione mozambicana vive nelle zone rurali e circa il 90% di essa ottiene le sue entrate principalmente, anche se non esclusivamente, dall’agricoltura di sussistenza. La promozione dell’occupazione tanto nelle zone rurali che nelle zone urbane costituisce un altro aspetto decisivo nella lotta alla povertà, in quanto l’assenza di fonti alternative di reddito contribuisce sostanzialmente all’aumento della vulnerabilità degli aggregati familiari poveri.
Risulta altresì importante intervenire in programmi di assistenza sociale dedicati ai gruppi più vulnerabili. In questo quadro l’intervento italiano, allo scopo di definire un numero circoscritto di obiettivi sui quali concentrare maggiori risorse, mira prioritariamente a sostenere i primi tre settori citati, con un impegno di medio-lungo periodo, mentre per quanto riguarda l’impiego, si ritiene che le azioni settoriali legate all’ambiente produttivo contribuiranno comunque a dare un impulso positivo. In Africa, la vera sfida è che siano gli uomini e le donne africani gli autentici artefici del proprio sviluppo; perché questo avvenga, la chiave è l’educazione. L’educazione apre le porte al lavoro, all’autonomia, al progresso materiale e spirituale.
In Mozambico, a causa della guerra civile durata tanti anni, l’azione educativa si è quasi interrotta.
E’ in questo contesto che si colloca l 'iniziativa per la realizzazione di un centro di formazione professionale nella zona di Inhassoro Maimelane promossa dalle Acli, dall 'Enaip e dall 'Ipsia. Ciò che si cerca di trasmettere è l’importanza della collaborazione tra le donne, della condivisione di spazi e attrezzature, della formazione di gruppi di donne e della suddivisione del lavoro volta al raggiungimento di uno scopo comune.
Valorizzazione del patrimonio di esperienze e di conoscenze orientata allo sviluppo economico, sociale e culturale delle risorse umane, promozione dello sviluppo economico, stimolo a iniziative di solidarietà internazionale per l’ideazione e realizzazione di progetti di crescita culturale sono i principi applicati alla progettazione e realizzazione dell’iniziativa.
Il progetto prevede la realizzazione di padiglioni adibiti ad attività formative. Le lezioni riguardano la falegnameria, la costruzione e manutenzione di barche da pesca; la sartoria, economia domestica ed allevamento; la lavorazione del ferro e meccanica; la formazione di operai nel settore dell’edilizia; un laboratorio elettrico per abitazioni civili; un laboratorio di informatica; alcune aule di teoria e per la scuola primaria.
A questo complesso si affiancheranno una chiesa dedicata a Sant’Eusebio, una casa parrocchiale, un centro sociale, un magazzino e una cabina per il generatore di corrente elettrica.
Il progetto si pone l’obiettivo di ampliare le possibilità di impiego per i giovani mozambicani.
Da febbraio del 2000 la diocesi di Vercelli ha aperto una missione a Inhassoro.
Oltre all’impegno di evangelizzare, i missionari sviluppano le risorse umane restituendo la dignità alla popolazione. Attualmente operano quattro missionari: don Pio Bono, don Carlo Donisotti, suor Alda Vola, Caterina Fassio.
I confini della parrocchia coincidono con quelli del distretto di Inhassoro e, proprio per la vastità del territorio, la zona è divisa in circa 46 comunità. Ogni comunità è affidata ad un animatore che ne cura la formazione in assenza del missionario presente nella comunità una volta al mese. Per le liturgie viene utilizzata la lingua citswa nella quale sono state tradotte sia la Bibbia che il messale, mentre l’omelia è detta in portoghese e poi tradotta.
Tra le attività promosse dalla missione c’è il corso di formazione per catechisti/animatori. Chi vi partecipa è scelto dalla comunità di appartenenza e non percepisce alcun compenso. Altre attività sono il supporto agricolo per insegnare nuovi metodi di coltura, la costruzione e la distribuzione di barche da pesca, la distribuzione di cibo ai più poveri, la fornitura di alimenti arricchiti di sostanze vitaminiche e proteiche ai bambini, la gestione degli asili e la formazione degli insegnanti, il doposcuola che garantisce un sostegno scolastico e la somministrazione di pasti, l’oratorio che vede i ragazzi coinvolti in attività sportive e ricreative.
S’intende favorire la crescita professionale delle donne di Inhassoro Maimelame, crescita funzionale ad una progressiva emancipazione culturale e sociale e al miglioramento dell’economia familiare. Infatti, le attività proposte offrono alle ragazze l’opportunità, oltre che di imparare qualcosa di utile per la famiglia, di creare occasioni di incontro così da prendere consapevolezza della condizione nella quale vivono.
Il percorso formativo prevede attività volte al confezionamento, riparazione e pulizia di capi di abbigliamento e lezioni nei settori dell’orticoltura e dell’allevamento di piccoli animali da cortile.
Sono previste alcune lezioni riguardanti l’igiene di base della persona, del bambino e della casa.
Le attività sono studiate tenendo sempre ben presente il contesto locale in cui vengono proposte, quindi considerando le tradizionali coltivazioni, gli allevamenti tipici del luogo ed il clima.
A Inhassoro Maimelane la carenza di professionalità è rilevante. Le uniche attività economiche sono la pesca, la frutticoltura e l 'allevamento di animali da cortile: per questo motivo è stato un compito arduo trovare persone con un minimo di esperienza nel settore edilizio. Tuttavia, si è stabilito che la gente del luogo, guidada da esperti, lavorasse alla costruzione degli edifici in modo da apprendere nuove capacità da utilizzare in futuro sul mercato del lavoro. La costruzione del Centro "Estrela do Mar " è stata un’opportunità per innescare, grazie alla retribuzione dei lavoratori/apprendisti, un piccolo circolo virtuoso a vantaggio dell 'economia locale.
Si sono formati gruppi specializzati: muratori, carpentieri, falegnami, impastatori, addetti ai servizi di trasporti e magazzino e addetti ai lavori esterni. Ogni venerdì mattina, dalle 7 alle 8, la riunione di tutti i capigruppo è diventata il momento della verifica settimanale per valutare il lavoro svolto, fissare i nuovi obiettivi, descrivere i problemi incontrati e socializzare le soluzioni adottate.
I PRIMI PADIGLIONI DELLA ESCOLA DE ARTES E OFICIOS: "ESTRELA DO MAR "
La costruzione della Escola de artes e oficios: "Estrela do mar " a Inhassoro Maimelane procede celermente.
Da quel 5 aprile 2002, quando alla presenza del Vescovo di Inhambane, del Governatore della Provincia, del Primo Ministro mozambicano e del Presidente nazionale delle Acli si era posata la prima pietra (lançamento da primeira pedra), si sono realizzate molte cose. L’importazione di attrezzature e materiali dal Sud Africa, a oltre 800 chilometri di distanza, costringono a rallentamenti nell’esecuzione dei lavori.
E PER IL FUTURO…
Per il futuro sono stati presentati alcuni possibili progetti. Uno di questi riguarda la formazione delle maestre d 'asilo.
Nel Distretto di Inhassoro non esistono asili, a parte quelli della Parrocchia di Sant’Eusebio. L’amministrazione Distrettuale è intenzionata ad aprire nuovi asili di villaggio ma non riesce a trovare docenti formati.
Il progetto nasce, dunque, per valorizzare le strutture già esistenti e rispondere al bisogno della comunità accolto dalle autorità locali.
Inoltre, come già avviene presso l’asilo della Missione, si prevede la somministrazione ai bambini di pasti giornalieri con la duplice funzione di incentivo alla partecipazione e integrazione dell’alimentazione dei bambini.
Gli obiettivi del progetto sono la formazione di insegnanti di asilo, l’ apertura di 20 nuove strutture di asilo di comunità, il mantenimento (per la fase iniziale) delle nuove strutture di asilo di comunità, l’organizzazione di un centro di documentazione
Altri progetti riguardano:
1) La formazione dei formatori: essi istruiranno gli animatori delle 40 comunità che avranno il compito di favorire la diffusione di metodologie innovative nella coltivazione e nell 'allevamento.
2) L 'apertura di nuovi pozzi per migliorare la qualità e la quantità dell 'approvvigionamento idrico sarà un 'altra azione prevista per migliorare il livello di sicurezza alimentare.
3) Si prevede inoltre l 'attivazione di microcrediti a vantaggio delle donne per l 'acquisizione di nuovi attrezzi per le coltivazioni, di nuovi sementi e di piccoli di animali per l 'allevamento completerà l 'intervento.
RIFERIMENTI:
Per contributi:
IPSIA Vercelli ONLUS:
IT30 P060 9010 0000 0005 7788 968
BIVERBANCA Vercelli
tel per info: 3472262170

